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Afro Poli

Nel 1925 entrò a far parte della società corale pisana, dove ricevette i preziosi consigli del maestro Bruno Pizzi.

Debuttò nel 1930 ne La traviata al Teatro Verdi di Pisa. In seguito continuò gli studi a Milano con il tenore pisano Gino Neri. Nella città lombarda entrò anche a far parte della Compagnia Teatrale Govoni, un'esperienza che gli servì per affinare le sue qualità interpretative e sceniche, e per lavorare anche nel cinema.

La carriera giunse ad una svolta quando il maestro Gino Marinuzzi lo chiamò al Teatro dell'Opera di Roma, dove esordì nel 1930 nell'opera di Franco Casavola Il gobbo del califfo, cui seguirono nella stessa stagione altre quattro opere.

Fu scritturato per dieci anni di seguito al Teatro alla Scala, dove interpretò fra le altre I pescatori di perle, Adriana Lecouvreur, La bohème, Così fan tutte, Manon Lescaut, L'amico Fritz, Lodoletta, Iris, L'Arlesiana, Sigfrido, L'oro del Reno, Werther, Falstaff. Si esibì inoltre nei più importanti teatri italiani ed esteri, ricoprendo oltre centosettanta ruoli. Partecipò frequentemente a trasmissioni radiofoniche.

Grazie alle doti di recitazione, apparve in diversi film-opera, in alcuni casi venendo doppiato; in particolare risulta singolare la circostanza dell'interpretazione di Canio in Pagliacci, ovviamente doppiato essendo come noto ruolo tenorile. Le apparizioni in film non d'opera riguardano ruoli secondari o inserti di scene operistiche.

Si trasferì ad Ankara, dove continuò a cantare ed insegnare. In seguito fu a Melbourne, dove tenne dei corsi di perfezionamento di canto ed interpretazione.

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