Edizione 2016

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Il PREMIO INTERNAZIONALE TITO SCHIPA 2016 a WILLIAM MATTEUZZI

Comunicato stampa

Nel sito dedicato a William Matteuzzi si può leggere(1):

William Matteuzzi, nato a Bologna (Italia), iniziò gli studi con il M° Paride Venturi. Dopo alcuni anni incontrò il suo Maestro ideale: Rodolfo Celletti. Egli seppe indicargli il giusto repertorio per la sua voce, mostrandogli la via per divenire il principale tenore contraltino dell’epoca moderna.

L’estensione inusuale della voce gli ha dato l’opportunità di cantare molti dei ruoli più difficili del belcanto, soprattutto rossiniani.

Nella sua carriera si è esibito in più di 100 ruoli d’opera, operetta e oratorio e in numerosissimi concerti per canto e pianoforte.

Ha lavorato con direttori d’orchestra molto importanti come:

C. Abbado, R. Muti, L. Chailly, S. Ozawa, A. Pappano, R. Jacobs, Z. Metha, G. Gavazzeni, A. Zedda, B. Bartoletti, R. Bonynge, G. Sinopli, C. Mc Kerras, G. Patané, G. Bellini, G. Gelmetti, D. Renzetti, A. Guingal, R. Abbado, B. Campanella, D. Oren, D. Gatti, H. Handt, E. Pidò, C. Scimone, R. Clemencic, G. Neuhold, G. Ferro, R. Weikert, G. Carella, M. Benini, F. Luisi, P. P. Olmi, H. Stein, G. Albrecht, M. Guidarini, B. Aprea e altri…

E registi quali:

G. Strehler, F. Zeffirelli, P. Ustinov, D. Fo, J. P. Ponnelle,

L. Ronconi, P. Pizzi, E. Olmi, G. Salvatores, M. Hampe,

J. Miller, C. Plaza, G. Chasalettes, F. Crivelli, E. Sagi…

Suoi colleghi sui palcoscenici internazionali sono stati:

J. Carreras, K. Te Kanawa, L. Nucci, C. Bartoli, P. Burtchuladze, F. Von Stade, M. Caballé, M. Horne, L. Valentini, Y. Hayashi, A. Murray, N. Dessay, N. Ghiaurov, I. Mula, J. Larmore, S. Ramey, F. Furlanetto, R. Raimondi, E. Dara, G. Taddei, G. Di Stefano, I. Tajo, E. Nesterenko, S. Ganassi, E. Podles, D. Barcellona, G. Jones, V. Kasarova, A. Baltsa, I. Cotrubas, K. Ricciarelli, D. Dessì, R. Panerai, I. Vinco, A. S. Von Otter, R. A. Sweson, L. Serra, M. Devia, E. Gruberova, L. Aliberti, S. Mingardo, L. Cuberli, D. Ziegler, B. Fassbaender, N. Shicoff, P. Langridge, N. Miricioiu, R. Alagna, A. Gheorghiou, E. Obraztsova, T. Sinjavskaja, L. Alva, P. Montarsolo, A. Rinaldi, D. Hvorostovski, A. Vanzo, I. D’Intino, A. C. Antonacci, M. Bayo, C. Studer, B. Frittoli, L. Gallo, P. Coni, K. Battle, J. Anderson, R. Kabaivanska, M. Manuguerra, R. Bruson, M. Manca Di Nissa, D. Mazzuccato, E. Zilio, K. Moll, G. Banditelli, M. Bacelli, G. Quilico, T. Hampson, K. Kuhlmann, M. Matsumoto, M. Gauci, A. Michaels-Moore, V. Lukianetz, M. Dupuy, E. Skosa, D. Soffel, B. Pola, C. Gasdia, E. Gvazava, D. Kavrakos, B. De Simone, R. Gimenez, E. Gimenez, P. Spagnoli, C. Merrit, M. A. Todorovitch, M. Pertusi, L. Vaduva, A. Antoniozzi, C. Chausson, C. Colombara, C. Vaness, N. Rivenq, W. Berry, G. Devinu, A. Mariotti, G. Baquier, D. Trimarchi, E. Fissore, G. Tadeo, P. De Palma, E. Coelho, R. Servile e tanti altri…

In Europa si è esibito nei più prestigiosi Teatri d’Opera d’Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Olanda, Svizzera, Austria, Grecia, ecc.; e così nel mondo: U.S.A. (New York, San Francisco, Charleston), Argentina, (Colon di Buenos Aires), Giappone, Cina (Macao). L’Australia è l’unico continente che (fino ad ora) non ha visitato.

Negli ultimi anni si è dedicato alla formazione delle voci e alla regia. In Olanda ha messo in scena “Il barbiere di Siviglia” di Rossini e a Padova ha creato uno spettacolo in omaggio a Claudio Monteverdi, un misto di canto e recitazione basato su “L’incoronazione di Poppea” e “Il combattimento di Tancredi e Clorinda”, coinvolgendo cantanti della nuova generazione. E’ stato anche molto impegnato dando corsi di perfezionamento in Accademie e Università in Italia, Germania, Giappone. E’ tuttora molto attivo come insegnante di canto.

La VI Edizione del Premio Internazionale Tito Schipa, che si svolgerà sabato 13 agosto 2016, come di consueto all’interno del Chiostro San Francesco e con il patrocinio del Comune di Ostuni, vedrà l’assegnazione del riconoscimento a William Matteuzzi, tenore italiano eccelso, gloria dell’Italia nel mondo e senz’altro da considerarsi nell’aureo solco tracciato dall’artista leccese.

Dai tempi della generazione ottocentesca dei Serafino Gentili, Giovanni David, Giacomo Guglielmi, Savino Monelli, Adolphe Nourrit, John Sinclair, Giovanni Battista Rubini, Gilbert-Louis Duprez il pubblico dei Teatri d’opera mai aveva potuto ascoltare un tenore italiano contraltino purissimo del calibro di Matteuzzi. Si sa che questo tipo di cantante (cui corrispose in Francia l’haute-contre), erede e superamento dei castrati, arrivava al Si bemolle acuto con voce “mista di testa e di petto”(2) vicinissima alla voce piena, per poi salire alle note superiori, anche estreme, con un falsettone celestiale. Riguardo al più acuto e, meritatamente, il più celebre dei tenori dell’Ottocento, Giovanni Battista Rubini, “la sua estensione vocale era di dodici note, dal Mi bemolle al Si di petto, raggiungendo di testa, col ricorso al falsettone, il Fa ed il Sol sopra il rigo e il passaggio dalla voce di petto a quella di testa era tanto spontaneo quanto impercettibile per un risultato prodigioso. Alla morbidezza e dolcezza, ai trilli e gorgheggi impareggiabili della prima maniera, seppe acquistare alla sua voce impareggiabile potenza e pienezza, mantenendo intatto il timbro squillante, l’agilità, la freschezza ed espressività. Perfezionò la tecnica di respirazione imparando ad economizzarne la forza, grazie alla quale e al suo ampio torace in cui i polmoni potevano espandersi liberamente e alla sua capacità di svuotarli e riempirli in un attimo, ascoltandolo anche una sola volta nel dispiegarsi trionfale dei suoi acuti fino ai confini dell’estensione tenorile non era infrequente rimanerne incantati.”(3) Altro non abbiamo, di Rubini (e dei suoi colleghi), se non i commenti entusiastici dei contemporanei(4)… l’età delle registrazioni fonografiche era di là da venire. E in effetti rimane per noi avvolta nel mistero l’entità autentica di quelle voci. Forse ad avvicinarci alla loro verità ci può aiutare proprio la testimonianza sonora viceversa lasciata da William Matteuzzi, Rubini redivivo. Un canto, il suo, dove la morbidezza e il legato – e la voce duttile, rotonda, elastica e bella in tutti i registri, compreso quello, sfavillante-strabiliante, acutissimo –, capace di prodursi con divina naturalezza in agilità e virtuosismi stellari, sono al servizio dell’interprete sensibile e coraggioso. Benvenuto a Ostuni, William!

Joe Fallisi

Ostuni, giovedì 11 agosto 2016

NOTE

(1) Cfr. http://www.williammatteuzzi.com/biography.php.

(2) John Potter, Tenor, History of a voice, Yale University Press, New Haven/Londra 2009, p. 23.

(3) https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista_Rubini.

(4) Con qualche rara eccezione: “Di parere contrario, invece, Wagner che ebbe a definire la voce di Rubini più simile ad un belato che ad un canto; anche Berlioz mostrò di non gradire particolarmente il tenore italiano.” (ibid.).

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La serata della VI Edizione del Premio Internazionale Tito Schipa prevede alle ore 20 la proiezione in prima assoluta del film “Tito Schipa. La voce dell’anima” di Joe Fallisi (cfr. https://www.premiointernazionaletitoschipa.com/index.php/it/2015-11-13-17-58-42) e, alle ore 21, l’inizio vero e proprio del Premio, che presenterà sul palcoscenico, prima della premiazione di William  Matteuzzi, il tenore Federico Ragusa e tre giovani promesse: i tenori Nico Franchini e Gaetano Petraroli e il mandolinista Francesco Mammola. Al pianoforte il Maestro Davide Dellisanti. Presenteranno Silvia Pecere e Ferdinando Sallustio. Il Premio Internazionale Tito Schipa è organizzato dall’Associazione ostunese “Nel vento” (cfr. https://www.premiointernazionaletitoschipa.com/index.php/it/nel-vento).

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OSTUNI – DOMENICA 14 AGOSTO 2016 CULTURA

Protagonista la Lirica

William Matteuzzi vince la a VI Edizione del Premio Internazionale Tito Schipa

Il Chiostro ha accolto ieri sera la manifestazione internazionale canora intitolata al grande Tito Schipa. Sul palco ostunese si sono esibiti interpreti e musicisti di grande talento

William Matteuzzi vince la a VI Edizione del Premio Internazionale Tito Schipa © OstuniLive.it

DILA REDAZIONE

La musica classica e l’opera lirica hanno deliziato un pubblico coraggioso, che ha sfidato la fredda serata di ieri, sabato 13 agosto, per assistere alla VI Edizione del prestigioso Premio Internazionale Tito Schipa, ideato e diretto dal tenore Joe Fallisi, patrocinato e sostenuto dal Comune di Ostuni e dal suo Assessorato alla Cultura e al Turismo. Ad aprire la kermesse, la proiezione della pellicola “Tito Schipa- La voce dell’anima”, realizzata dallo stesso direttore artistico, sulla vita dell’amato artista salentino.

La serata, presentata da Silvia Pecere e Ferdinando Sallustio, ha visto la partecipazione straordinaria del tenore  Federico Ragusa, esibitosi per primo con tre arie, e di “giovani promesse” del panorama musicale italiano come Nico Franchini, Francesco Mammola e Gaetano Petraroli, accompagnati al pianoforte dal maestro Davide Dellisanti.

«Sono onorato di aver ricevuto un premio di così alto prestigio – dichiara il vincitore della VI Edizione William Matteuzzi – proprio a Ostuni, una città bellissima a cui mi lega un singolare ricordo. Dedico questo riconoscimento a mio padre, un uomo che a 76 anni si è riscoperto pittore e che da autodidatta ha iniziato a produrre dipinti straordinari. Uno di questi rappresenta proprio la Città bianca, quindi questa felice coincidenza mi rende davvero felice, potendo ricordare una figura per me fondamentale, scomparsa ormai diversi anni addietro».

Il momento della premiazione ha visto protagonista anche Gabriella Rossi, insegnante di canto di Joe Fallisi e testimone degli inizi della carriera di William Matteuzzi

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